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Dentista che spiega al paziente che cos'è un rigetto impianto dentale

Rigetto degli impianti dentali: cosa devi sapere

Gli impianti dentali sono una soluzione efficace e duratura per sostituire i denti mancanti, offrendo un’alternativa che simula l’aspetto e la funzione dei denti naturali. 

Tuttavia, nonostante il loro alto tasso di successo, esistono casi in cui gli impianti possono non integrarsi correttamente con l’osso mascellare, un fenomeno spesso descritto impropriamente come “rigetto dell’impianto dentale”.

In breve

  • Il termine“rigetto di un impianto dentale” è inappropriato perché gli impianti dentali non sono riconosciuti dal sistema immunitario come corpi estranei.
  • Le complicanze principali derivano dalla mancata osteointegrazione o dall’infiammazione cronica che porta a perdita di supporto osseo.
  • Fattori di rischio includono l’igiene orale scadente, il fumo, le malattie sistemiche come il diabete, e procedure tecnicamente inadeguate.
  • I sintomi comprendono: mobilità dell’impianto, dolore, gonfiore e talvolta perdita ossea visibile radiograficamente.
  • Prevenzione e trattamento: mantenere un’eccellente igiene orale, evitare il fumo e seguire le indicazioni del dentista per controlli regolari.

Il termine rigetto è comunemente associato alla reazione che si verifica quando un organismo “rifiuta” un organo trapiantato. In quel contesto, il sistema immunitario identifica il tessuto trapiantato come estraneo e scatena una risposta immunitaria per eliminarlo. 

Tuttavia, quando si parla di impianti dentali, l’uso del termine “rigetto” può portare a confusione poiché non si verifica una reazione immunitaria classica.

Gli impianti dentali, infatti, sono realizzati in titanio, un materiale noto per la sua notevole biocompatibilità e per la sua capacità di integrarsi con l’osso circostante in un processo noto come osteointegrazione. 

Durante l’osteointegrazione, le cellule ossee crescono attorno all’impianto, stabilizzandolo fermamente all’interno della mandibola o dell’osso mascellare.

Cosa si intende per osteointegrazione?

L’osteointegrazione è un processo biologico fondamentale nel campo dell’implantologia dentale e ortopedica. Il termine descrive la formazione diretta di legame tra l’osso vivo e la superficie di un impianto, solitamente realizzato in titanio, senza la formazione di tessuto fibroso interposto. Questa connessione biologica stabilizza l’impianto e permette di funzionare come una radice artificiale per i denti sostitutivi (o come un supporto strutturale in ortopedia).

Il processo di osteointegrazione si svolge tipicamente in diverse fasi:

  1. Chirurgia implantare: l’impianto viene inserito chirurgicamente nell’osso mascellare o alveolare.
  2. Fase di guarigione iniziale: subito dopo l’inserimento, inizia una risposta biologica dove il sangue e i fattori di crescita circondano l’impianto, formando un coagulo.
  3. Crescita ossea: le cellule ossee, chiamate osteoblasti, iniziano a proliferare e a depositare nuovo tessuto osseo intorno all’impianto, integrandolo strutturalmente all’osso.
  4. Maturazione dell’osso: l’osso neoformato si ristruttura e si rafforza attorno all’impianto, consolidando il legame.

L’osteointegrazione è cruciale per il successo a lungo termine degli impianti perché fornisce stabilità meccanica e funzionale. Questo legame diretto con l’osso, infatti, permette agli impianti di sopportare carichi masticatori in maniera sovrapponibile ai denti naturali e di durare molti anni (spesso per tutta la vita del paziente) con una cura adeguata.

La riuscita dell’osteointegrazione può essere influenzata da diversi fattori, tra cui la salute generale dell’osso, le condizioni mediche del paziente, lo stile di vita e la precisione della procedura chirurgica. 

La perdita di un impianto dentale è spesso il risultato di una combinazione di fattori legati sia alla salute del paziente, sia alla qualità dell’intervento protesico. 

Per questo, una valutazione accurata prima dell’intervento, una buona igiene orale e controlli regolari sono essenziali per minimizzare il rischio di perdita degli impianti dentali.

1. Mancata osteointegrazione

L’osteointegrazione è il processo per cui l’impianto dentale si fonde stabilmente con l’osso mascellare

Se questo processo non avviene correttamente, l’impianto non riesce a stabilizzarsi, portando alla sua mobilità e potenziale perdita. Questo può essere influenzato da:

Qualità dell’Osso

La densità e la qualità dell’osso sono cruciali per un’impeccabile osteointegrazione. Un osso sano e robusto è essenziale per fornire il supporto necessario all’impianto. Le condizioni che compromettono la salute ossea includono:

  • Osteoporosi: questa condizione, caratterizzata dalla riduzione della densità ossea, può rendere l’osso più fragile e meno capace di supportare gli impianti.
  • Riassorbimento osseo: dopo la perdita dei denti, l’osso che prima supportava i denti inizia a riassorbirsi, potenzialmente lasciando insufficiente osso per sostegno.
  • Carenza di calcio e Vitamina D: una nutrizione inadeguata può influire sulla salute dell’osso, riducendo la sua capacità di osseointegrare.

In questi casi, può essere necessario un intervento di rigenerazione ossea prima di procedere con l’impianto per aumentare la probabilità di successo.

2. Problemi tecnici durante l’inserimento dell’impianto

La precisione nella tecnica chirurgica è imperativa per assicurare una corretta osteointegrazione. Un errore durante l’inserimento dell’impianto può, infatti, comprometterne la stabilità e la funzionalità.

  • Allineamento sbagliato: un impianto che non è posizionato correttamente rispetto all’architettura dell’osso e dei denti adiacenti può essere soggetto a uno stress biomeccanico, che ne ostacola l’osseointegrazione.
  • Profondità inadeguata: se l’impianto è inserito troppo superficialmente o troppo profondamente, può non stabilire un contatto ottimale con l’osso, che ne compromette la stabilità.
  • Tecnica di preparazione dell’alveolo: l’uso di tecniche non appropriate può danneggiare l’osso circostante, riducendo la qualità dell’osseointegrazione.

3. Carico immediato

Il termine “implantologia a carico immediato” si riferisce all’applicazione di forze masticatorie sull’impianto subito dopo l’inserimento. L’implantologia a carico immediato può essere vantaggiosa in alcuni scenari clinici, ma richiede una valutazione attenta per due ragioni:

  • Stress prematuro: applicare una forza masticatoria prima che l’impianto sia completamente integrato può causare micro-movimenti che interferiscono con la formazione del legame osseo.
  • Selezione del paziente: non tutti i pazienti sono candidati ideali per il carico immediato. Una valutazione accurata della qualità ossea e della salute generale è necessaria prima di decidere questa strategia.

4. Peri-implantite

Una delle complicazioni più comuni dopo l’inserimento di un impianto è l’infezione, in particolare la peri-implantite. Questa condizione è simile alla parodontite, ma colpisce i tessuti circostanti l’impianto e può portare alla degradazione dell’osso che supporta l’impianto, causandone l’allentamento ed eventualmente la perdita. 

Le sue principali caratteristiche includono:

  • Infiammazione dei tessuti molli: può manifestarsi con arrossamento, gonfiore e dolore attorno all’area dell’impianto.
  • Perdita di osso: l’infezione può estendersi al tessuto osseo circostante, causando la sua progressiva distruzione. Questo indebolisce l’ancoraggio dell’impianto, che può diventare mobile e alla fine fallire.

Il trattamento precoce della peri-implantite è fondamentale. Le strategie di trattamento possono includere la pulizia professionale per rimuovere placca e tartaro, l’uso di antibiotici, e in casi gravi, interventi chirurgici per ridurre la tasca infetta e rigenerare il tessuto osseo perduto.

5. Sovraccarico Biomeccanico

Il sovraccarico biomeccanico si verifica quando l’impianto è sottoposto a forze masticatorie eccessive che superano la capacità dell’osso di adattarsi o mantenere l’impianto stabilizzato. 

Questo può accadere a causa di:

  • Malocclusione: un allineamento scorretto dei denti può distribuire il carico masticatorio in modo non uniforme sugli impianti.
  • Progettazione protesica inadeguata: protesi mal progettate o realizzate possono distribuire in modo non uniforme le forze sull’impianto.

6. Condizioni mediche generali

Le condizioni di salute generale del paziente possono influenzare direttamente la capacità del corpo di guarire e mantenere l’impianto. 

Ad esempio, condizioni come il diabete e le malattie autoimmuni e alcuni trattamenti farmacologici (come quelli per l’osteoporosi) possono influenzare negativamente la salute orale e la capacità di guarigione.


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Studio dentistico Amoroso di Federico Amoroso - Dottore in Odontoiatria e protesi dentaria (N. iscrizione ordine 3332) - Corso Turati, 11c - 10128 - Torino - PI 11629360014 / CF MRSFRC87C02L219G
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