Hai mai osservato vostro figlio spingere la lingua tra i denti durante i pasti o a riposo? Ti siete chiesto se questa abitudine possa influire sulla crescita dentale o sulla postura? Queste osservazioni non vanno sottovalutate: potrebbero essere i segnali di una deglutizione atipica, una disfunzione oro-facciale più diffusa di quanto si pensi.
La deglutizione atipica è una condizione trattabile con eccellenti risultati quando viene affrontata con un approccio clinico appropriato. Questa guida offre una panoramica completa sulla patologia, i fattori eziologici, le conseguenze cliniche e i protocolli terapeutici più efficaci basati sulle evidenze scientifiche.
Indice dei contenuti
Definizione clinica: cos’è la deglutizione atipica
La deglutizione è un atto neuromuscolare complesso che si articola in diverse fasi coordinate. In condizioni fisiologiche, durante la deglutizione matura, la lingua assume una posizione corretta contro il palato duro, esercitando una spinta verso l’alto che facilita il transito del bolo alimentare.
Nella deglutizione atipica (o disfunzionale), questo schema motorio risulta alterato: la lingua mantiene una postura anteriore o laterale, esercitando una spinta contro le arcate dentarie o interponendosi tra i denti. Questo pattern motorio, fisiologico nel neonato durante l’allattamento, dovrebbe evolversi spontaneamente entro i 6-7 anni verso una deglutizione di tipo adulto.
Quando tale transizione non avviene, la forza anomala esercitata dalla lingua—stimata in circa 2.000 deglutizioni giornaliere—può generare effetti significativi su:
- Sviluppo delle arcate dentarie
- Posizionamento dentale
- Equilibrio muscolare oro-facciale
- Postura cranio-cervicale
Caratteristiche differenziali: deglutizione fisiologica vs. atipica
| Parametro | Deglutizione fisiologica | Deglutizione atipica |
|---|---|---|
| Postura linguale | Apice contro spot palatino | Spinta anteriore o interdentale |
| Occlusione | Contatto dentale posteriore | Assenza di contatto (open bite funzionale) |
| Attivazione muscolare | Prevalentemente intrinseca | Eccessiva contrazione periorbitale e mentoniera |
Eziologia: i fattori causali della deglutizione atipica
La deglutizione atipica presenta un’eziologia multifattoriale. L’identificazione precisa dei fattori causali è essenziale per strutturare un piano terapeutico efficace e personalizzato.
1. Abitudini viziate prolungate
L’uso del ciuccio oltre i 24-36 mesi, il succhiamento digitale o l’utilizzo prolungato del biberon mantengono attivo lo schema di suzione infantile, ostacolando la naturale maturazione verso la deglutizione adulta. Questi comportamenti inducono una postura linguale bassa e anteriore che si consolida nel tempo.
Diversi studi longitudinali hanno documentato una correlazione significativa tra la persistenza di abitudini viziate oltre i 3 anni e l’insorgenza di deglutizione atipica associata a malocclusioni di classe II.
2. Respirazione orale cronica
La respirazione orale rappresenta uno dei fattori eziologici più rilevanti. Ostruzioni delle vie aeree superiori causate da ipertrofia adenoidea o tonsillare, riniti allergiche croniche o deviazioni del setto nasale inducono un adattamento posturale: per consentire il passaggio dell’aria, la lingua si abbassa e avanza, creando le condizioni per una deglutizione disfunzionale.
La letteratura scientifica evidenzia che nei bambini respiratori orali l’incidenza di deglutizione atipica raggiunge il 74% nei casi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).
3. Fattori anatomici
Alcune caratteristiche anatomiche possono limitare la mobilità linguale o ridurre lo spazio disponibile:
- Anchiloglossia (frenulo linguale corto): limita l’escursione verticale della lingua, impedendole di raggiungere lo spot palatino
- Palato ogivale (stretto e profondo): riduce la superficie di appoggio linguale
- Micrognatia o retrognatia mandibolare: alterano i rapporti spaziali oro-facciali
Questi fattori richiedono sempre una valutazione specialistica approfondita e possono necessitare di interventi correttivi preliminari.
Nel nostro studio il dott. Francesco Amoroso, specialista in ortodonzia pediatrica, applica protocolli integrati per la diagnosi e il trattamento della deglutizione atipica. Scopri il nostro approccio all’ortodonzia intercettiva

Conseguenze cliniche: perché è importante intervenire in caso di deglutizione atipica
La persistenza di una deglutizione atipica non trattata può determinare conseguenze significative su più livelli funzionali ed estetici.
Alterazioni dento-scheletriche
La lingua è uno dei muscoli più potenti del corpo umano. Quando esercita una pressione costante e ripetuta nel punto sbagliato, genera forze ortodontiche indesiderate che, nel tempo, possono modificare la posizione dei denti e la forma stessa delle arcate. Questo processo avviene in modo graduale, spesso impercettibile, ma con conseguenze cliniche significative.
Consideriamo che ogni persona deglutisce in media 1.500-2.000 volte al giorno, tra pasti, bevande e saliva. Anche se ciascuna deglutizione dura pochi secondi, la pressione cumulativa nel corso di mesi e anni è sufficiente a spostare i denti e a influenzare lo sviluppo delle strutture ossee, specialmente durante la crescita.
1. Morso aperto anteriore (open bite)
Il morso aperto anteriore è una delle conseguenze più caratteristiche e visibili della deglutizione atipica. Si manifesta come uno spazio verticale tra gli incisivi superiori e inferiori quando si chiude la bocca: i denti posteriori si toccano, ma quelli anteriori rimangono separati.La lingua, interponendosi ripetutamente tra le arcate durante la deglutizione o mantenendo una postura bassa a riposo, esercita una forza che impedisce l’eruzione verticale completa degli incisivi. In pratica, la lingua agisce come una barriera fisica che blocca i denti anteriori, impedendo loro di raggiungere il contatto con i denti antagonisti.
La ricerca scientifica ha dimostrato che non è tanto la spinta durante l’atto della deglutizione (che dura pochi secondi) a causare il problema, quanto piuttosto la postura linguale a riposo, mantenuta per molte ore al giorno.
Le conseguenze funzionali comprendono:
- Difficoltà nella funzione incisiva: mordere cibi come una mela o un panino diventa complicato
- Masticazione inefficiente: il carico masticatorio si concentra solo sui denti posteriori
- Estetica del sorriso compromessa: lo spazio tra i denti è visibile quando si parla o si sorride
- Possibili problemi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare: per il sovraccarico funzionale
2. Protrusione incisiva
La protrusione incisiva si riferisce alla sporgenza eccessiva degli incisivi superiori rispetto a quelli inferiori. Clinicamente, si misura la distanza orizzontale tra i due gruppi di denti: quando questa supera i 3-4 mm, si parla di overjet aumentato.
La lingua, spingendo costantemente in avanti contro gli incisivi superiori, genera una forza che li inclina gradualmente verso l’esterno (inclinazione vestibolare). Contemporaneamente, se la lingua non sostiene correttamente il palato, l’arcata superiore può risultare più stretta, aggravando la protrusione.
Le conseguenze, funzionali ed estetiche, possono comprendere:
- Aumentato rischio di trauma dentale: i denti sporgenti sono più esposti a colpi e fratture
- Incompetenza labiale: difficoltà a chiudere le labbra a riposo senza sforzo muscolare
- Respirazione orale compensatoria: le labbra socchiuse favoriscono la respirazione con la bocca
- Impatto psicologico: soprattutto in età scolare, con possibili ripercussioni sull’autostima
Se riconosci uno o più di questi segni clinici, siamo a tua disposizione per una valutazione ortodontica presso il nostro studio. Una diagnosi precoce consente interventi più conservativi ed efficaci.
3. Palato stretto (contrazione mascellare trasversale)
Il palato stretto, o palato ogivale, è una riduzione della dimensione trasversale dell’arcata superiore, che assume una forma alta e stretta, simile a un arco gotico.
In condizioni normali, la lingua a riposo si appoggia contro il palato esercitando una forza espansiva naturale che contrasta la pressione interna delle guance. Questa “spinta fisiologica” contribuisce allo sviluppo armonico dell’arcata superiore durante la crescita. Nella deglutizione atipica, la lingua mantiene una posizione bassa e anteriore, perdendo il contatto con il palato. Senza questa forza di contrasto, prevalgono le pressioni esercitate dai muscoli buccali e dalle guance, che “comprimono” lateralmente l’arcata superiore, restringendola progressivamente.
Questo determina lo sviluppo di alcune conseguenze funzionali:
- Affollamento dentario: lo spazio ridotto impedisce il corretto allineamento dei denti
- Malocclusioni trasversali (morso crociato): l’arcata superiore risulta più stretta di quella inferiore
- Difficoltà respiratorie: la base del palato costituisce il pavimento delle cavità nasali; un palato stretto riduce lo spazio aereo nasale, favorendo la respirazione orale
- Problemi di fonazione: lo spazio insufficiente per la lingua compromette l’articolazione di alcuni fonemi
- Asimmetria mandibolare: la mandibola può deviare lateralmente per compensare la mancanza di corrispondenza con l’arcata superiore
Deglutizione atipica: un meccanismo causa – effetto
È importante comprendere che spesso si instaura un circolo vizioso: la deglutizione atipica causa malocclusioni, e queste malocclusioni a loro volta rendono più difficile per la lingua assumere una postura corretta. Ad esempio, un bambino con morso aperto è “costretto” a interporre la lingua tra i denti per ottenere una chiusura labiale durante la deglutizione.
Per questo motivo, il trattamento deve essere sempre integrato: correggere solo la struttura (con l’ortodonzia) senza modificare la funzione (con la terapia miofunzionale) espone a un altissimo rischio di recidiva post-trattamento.
Disturbi della fonazione
La postura linguale alterata interferisce con l’articolazione di specifici fonemi, determinando:
- Sigmatismo interdentale: pronuncia scorretta dei suoni sibilanti (S, Z)
- Alterazioni dei suoni linguodentali: difficoltà nell’articolazione di T, D, N, L
Questi disturbi possono avere impatto sulla comunicazione e, nei bambini in età scolare, sulla sicurezza sociale.
Implicazioni posturali
L’equilibrio cranio-cervicale è strettamente correlato alla postura mandibolare e linguale. Alterazioni a livello oro-facciale possono contribuire a:
- Anteriorizzazione della postura del capo
- Tensioni muscolari cervicali
- Cefalee muscolo-tensive

Approccio terapeutico: il protocollo integrato
Il trattamento della deglutizione atipica rappresenta una sfida clinica che richiede necessariamente un approccio multidisciplinare coordinato. La letteratura scientifica è unanime: la sola correzione ortodontica delle malocclusioni, senza una contestuale rieducazione funzionale, espone il paziente a un rischio elevato di recidiva post-trattamento.
1. Diagnosi funzionale
Il percorso diagnostico generalmente prevede:
- Valutazione ortodontica: analisi dell’occlusione, delle arcate dentarie e dei rapporti scheletrici
- Esame funzionale: osservazione della deglutizione di saliva, liquidi e solidi per identificare il pattern motorio
- Valutazione respiratoria: screening per respirazione orale e eventuali ostruzioni delle vie aeree
- Analisi delle abitudini: identificazione di fattori comportamentali perpetuanti
Nel nostro studio il dott. Francesco Amoroso, esperto in ortodonzia infantile esegue personalmente la valutazione per garantire un quadro clinico completo e accurato.
2. Trattamento ortodontico
La terapia ortodontica mira a:
- Correggere le malocclusioni secondarie
- Espandere le arcate quando necessario (espansione rapida palatale)
- Creare lo spazio funzionale adeguato per la lingua
- Ristabilire corretti rapporti occlusali
L‘ortodonzia intercettiva in età pediatrica (6-12 anni) consente di guidare la crescita in modo più efficace, riducendo la necessità di trattamenti complessi in età adolescenziale.
3. Terapia miofunzionale
La terapia miofunzionale (TMF) rappresenta il complemento indispensabile al trattamento ortodontico. Si tratta di un protocollo riabilitativo che mira a:
- Riprogrammare lo schema motorio della deglutizione
- Riequilibrare il tono muscolare oro-facciale
- Automatizzare la postura linguale corretta
Protocollo clinico:
- Durata media: 10-16 settimane di esercizi quotidiani
- Follow-up: controlli periodici per 6-12 mesi
- Evidenze scientifiche: studi elettromiografici documentano una riduzione significativa dell’attività muscolare anomala e un miglioramento della funzione deglutitoria
Il vantaggio dell’approccio integrato nel trattamento della deglutizione atipica
La combinazione di ortodonzia e rieducazione funzionale garantisce:
- Stabilità dei risultati: riduzione drastica del rischio di recidiva
- Efficacia clinica: miglioramento documentato dei parametri funzionali ed estetici
- Approccio olistico: trattamento della causa, non solo dei sintomi
Deglutizione atipica: rispondiamo alle domande frequenti dei pazienti
La deglutizione atipica può risolversi spontaneamente con la crescita?
È estremamente raro. Una volta consolidato, lo schema motorio scorretto tende a mantenersi. L’intervento specialistico è necessario per modificare il pattern neuromuscolare acquisito.
Qual è l’età ottimale per iniziare il trattamento?
L’età ideale è la fase di dentizione mista (6-12 anni), quando le strutture scheletriche sono ancora in crescita attiva e più responsive al trattamento. Tuttavia, l’approccio combinato risulta efficace anche in età adolescenziale e adulta, particolarmente per prevenire recidive ortodontiche.
Il trattamento ortodontico da solo è sufficiente?
No. Senza la rieducazione funzionale, il rischio di recidiva post-trattamento è significativamente elevato. L’ortodonzia corregge la struttura, ma solo la terapia miofunzionale modifica la funzione che ha causato il problema.
Quanto dura il trattamento completo?
La durata varia in base alla complessità del caso.
Terapia ortodontica: 12-24 mesi
Terapia miofunzionale: 10-16 settimane in fase attiva, seguita da monitoraggio
Follow-up: 6-12 mesi per consolidamento
La correzione della deglutizione atipica rappresenta molto più di un intervento estetico: è un investimento sulla salute oro-facciale globale, con benefici che si estendono dalla funzione masticatoria all’articolazione del linguaggio, dalla respirazione all’equilibrio posturale.
Presso il nostro studio dentistico, adottiamo protocolli clinici basati sulle più recenti evidenze scientifiche, con un’attenzione particolare all’individualizzazione del trattamento. Il nostro obiettivo è garantire risultati stabili nel tempo attraverso un approccio professionale, trasparente e orientato al paziente.


